L’articolo di Maria Rita Fiasco “Learning Democracy at Work” apre questo nu- mero. Il contributo rielabora l’intervento presentato al panel Learning Democracy Across Lif Contexts: Participation, Inclusion and Social Change della Quarta Confe- renza Internazionale della rivista Scuola Democratica (Sapienza, Roma, 1-4 settem- bre 2026), integrandolo con le considerazioni emerse dal dibattito successivo. La tesi è che le organizzazioni di lavoro possano funzionare come spazi di apprendimento civico. Non perché siano istituzioni democratiche in senso formale — i processi de- cisionali restano asimmetrici — ma perché la vita organizzativa quotidiana richiede pratiche che possono essere viste come palestre di democrazia: negoziare significati, convivere con differenze culturali e generazionali, attraversare le tensioni, costru- ire fiducia. L’analisi muove dai costi crescenti del modello organizzativo verticale di comando-controllo documentati dalle indagini internazionali, dal paradosso per cui il datore di lavoro vi risulta l’istituzione più fidata all’interno di società che le stesse indagini definiscono “insulari”, e dai dati italiani su permanenza lavorativa e benessere negli ambienti professionali. Il testo individua nella sicurezza psicologica — la convinzione condivisa di poter fare domande, ammettere errori ed esprimere disaccordo senza esserne penalizzati — la condizione che rende possibile prendere la parola, e nelle metodologie di sviluppo e di apprendimento, e in particolare nel mentoring e nel reverse mentoring, i dispositivi in cui quella condizione prende forma concreta; ne illustra tre configurazioni osservate sul campo. Le conclusioni collegano questa tesi all’articolo 46 della Costituzione e alla legge 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori, e propongono di ripensare la leadership anche come pratica civica: come esercizio di responsabilità che, coltivando voce, ascolto e fidu- cia, contribuisce alla formazione democratica degli adulti.
Francesco Affinito (“La dimensione digitale dei fattori ambientali nella gover- nance bancaria”) prende in esame la progressiva integrazione dei fattori ambientali nell’attività bancaria che assume nuove implicazioni per effetto della digitalizzazione dei processi e dell’organizzazione degli intermediari. Il contributo esamina il ruolo dei dati e dei sistemi informativi nella gestione del rischio ambientale, soffermandosi sulle ricadute in materia di reporting e concessione del credito. L’analisi considera, inoltre, l’incidenza dei fattori ambientali sulla resilienza delle infrastrutture digitali. Ne emerge, ancora una volta, la centralità della governance bancaria e del principio della sana e prudente gestione. L’articolo di Cristina Evanghelia Papadimitriu (“Il principio di riserva di attività nel settore finanziario e le fonti normative nazionali ed europee”) ricostruisce il fondamento economico-giuridico del principio di riserva 2 di attività nel settore finanziario, collocandolo nel più ampio quadro della regolazio- ne dei mercati e dell’evoluzione dell’ordinamento finanziario europeo.
Di Autori Vari ( Montrone, Chirieleison, Turzo, Iandoli) il contributo “Ac- counting, accountability e sostenibilità ante litteram nell’Abbazia di San Pietro in Perugia: una rilettura attraverso gli SDGs”. L’articolo propone una lettura eco- nomico-aziendale dell’Abbazia di San Pietro in Perugia, esaminandone le scritture contabili e le modalità amministrative come forme di accountability di età premo- derna. Attraverso l’analisi del Libro Giornale e del Libro Grande relativi al periodo 1461–1464, il contributo evidenzia come la contabilità sostenesse il controllo delle risorse, il monitoraggio di crediti e debiti, la gestione delle attività agricole e il go- verno delle relazioni economiche territoriali. L’Abbazia può essere interpretata come un’organizzazione economica articolata, capace di integrare spiritualità benedettina, amministrazione patrimoniale e coordinamento comunitario. La gestione agricola, la cura del territorio, l’assistenza, la conservazione culturale e l’accountability vengono rilette come forme storiche di sostenibilità ante litteram, riconducibili funzionalmen- te ad alcune direttrici degli SDGs. Su “Salari, capitale umano e produttività: un con- fronto europeo sull’allocazione delle competenze in Italia” l’articolo di Serena Fiona Taurino. Una recente Nota di lavoro dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Boscolo, Pollastri, Toffoli, 2026) documenta un calo delle retribuzioni lorde reali italiane pari al 6,6% tra il 1990 e il 2026, a fronte di crescite superiori al 30% nei principali paesi Ocse, e mostra come la dispersione salariale del periodo non sia riconducibile a un maggiore premio per le competenze (skill premium), quanto piuttosto alla segmen- tazione contrattuale e settoriale del mercato del lavoro. Il contributo estende que- sta evidenza mostrando, attraverso un’indagine longitudinale recente, che la stessa persistenza caratterizza la mobilità reddituale nel tempo, e la ricollega a una scelta sistemica e bipartisan di redistribuzione fiscale ex post – dal bonus Irpef del 2014 alla legge sul salario giusto – che convive con un persistente deficit di allocazione ex ante del capitale umano e con un nesso circolare, documentato dalla letteratura più recente, tra bassi salari e bassa produttività. Un nesso che l’erosione della con- trattazione collettiva, nonostante l’elevata copertura formale, rischia di aggravare ulteriormente. Propone infine un confronto con i paesi europei classificati come Innovation Leader dallo European Innovation Scoreboard, nei quali il capitale umano avanzato risulta sistematicamente meglio trattenuto e meglio remunerato, e discute criticamente alcune scelte di policy – dall’esportazione del modello ITS Academy in Egitto alla gestione dei fondi PNRR – che sembrano muoversi in direzione opposta.
Ida Giannetti e Gianluca Tarantino si occupano della liquidazione giudiziale delle società e degli enti imprenditoriali collettivi non societari nel Codice della crisi dell’impresa e della insolvenza. Nel nuovo contesto normativo dove pure si intrave- de una sostanziale continuità con la disciplina della legge fallimentare, un elemento dirompente si ha con l’introduzione dell’art. 259 CCII, con il quale il legislatore de- legato regola per la prima volta la liquidazione giudiziale degli enti collettivi non so- 3 cietari trasfondendo norme previste per le società ad enti che tali non sono, per di- mensione, assetti e funzione. L’elaborato cerca di offrire una prima analisi di questa innovazione offrendo spunti di riflessione sui nodi applicativi della nuova disciplina.
Elena Eusebio tratta il tema risorse umane e IA. L’introduzione dell’Intelligen- za Artificiale nei contesti organizzativi sta modificando non soltanto strumenti e processi, ma la struttura stessa del lavoro, delle competenze e dei meccanismi de- cisionali. In tale scenario, il ruolo della funzione Human Resources non può essere ridotto all’adozione di tecnologie applicate ai tradizionali processi HR, quali recrui- ting, formazione, valutazione o people analytics. L’A. propone una lettura strategica dell’AI in ambito HR, interpretando la funzione Risorse Umane come attore centrale nella progettazione dei sistemi di lavoro human-AI.